FANTASYA

SULLE ALI DELLA FANTASIA

LE SETTIMANE "ESORDIENTI"

Dopo aver dato qualche piccolissima anticipazione sulla mia pagina Autrice di facebook, ora passo a parlarvi della speciale iniziativa a favore degli autori esordienti/emergenti.
Come tutti ben sapranno, è difficile districarsi nella marea di libri che ogni giorno vengono pubblicati, gli autori spesso e purtroppo rimangono nell'oscurità e i loro libri destinati a essere letti da una cerchia ristretta di persone, per lo più amici e parenti. Per questo secondo me è importante cominciare a darsi una mano a vicenda. Molti autori già lo fanno da sempre nei loro blog e forum, recensiscono libri di altri autori esordienti, propongono interviste, iniziative, concorsi ecc. Questo è un modo bellissimo oltre che utile per far girare la voce, per pubblicizzare e far conoscere a quante più persone possibili la propria opera.
Io non ho mai pensato di fare recensioni a scopo di aiuto; sì, in passato i libri che leggevo li recensivo tutti nel vecchio blog, ma perché ritenevo giusto che l'autore conoscesse il mio parere sulla sua opera. Poi però a un certo punto, dopo aver letto alcune autentiche schifezze, avevo deciso di smettere con la letteratura esordiente e di tornare a quella straniera. Ma la nostalgia mi ha presto colta e, complice anche il fatto che è uscito il mio nuovo romanzo, ho ricominciato a sentire il bisogno di leggere autori che, come me, vogliono emergere in superficie. Perciò ho ripreso in mano libri in attesa di essere letti da anni, e ho deciso che dalla prossima settimana mi dedicherò anche a loro. Ciò che farò non è nulla di nuovo ma è comunque un qualcosina in più in favore della micro-editoria italiana. 

In sostanza ho deciso che dalla prossima settimana, e precisamente da martedì, darò ampio spazio nel mio blog ai libri di autori esordienti/emergenti. Ciò non vuol dire che recensirò libri su richiesta ma che recensirò e pubblicizzerò quegli autori i cui libri sono già stati da me letti e che ho in mano. 

Ecco quindi le regole generali:

  1. Ogni settimana (circa) sceglierò dalla mia biblioteca personale un autore, che verrà informato dell'iniziativa e al quale dedicherò spazio per 5 GIORNI su questo blog;
  2. Sull'autore verranno scritti post riguardanti: PUBBLICAZIONI PASSATE, INFORMAZIONI DI CONTATTO, LIBRI ATTUALMENTE IN VENDITA, INFO SU COME ACQUISTARLI ecc.
  3. Verrà pubblicata la RECENSIONE al suo/i libro/i da me letto/i;
  4. Per comodità, inizierò coi libri letti più di recente per poi occuparmi anche di tutti gli altri;
  5. Le settimane potrebbero non essere regolari, nel senso che magari non tutte le settimane consecutive riuscirò a dedicarmi a questa iniziativa (causa tempo sempre scarso). Ma prometto di impegnarmi al massimo per avere una certa regolarità;
  6. NON FACCIO RECENSIONI SU RICHIESTA! Non ho tempo per leggere su richieste specifiche, preferisco non avere alcun tipo di "pressione", proprio per il fatto che non sempre riesco a essere collegata al pc o sul divano a leggere;
  7. NON FACCIO NEMMENO INTERVISTE! 
  8. Le recensioni sono frutto del mio pensiero e della mia valutazione personale, positiva o negativa che sia. Chiaramente non sono Dio in terra e ciò che posso pensare di un romanzo non deve per forza essere il pensiero di tutti. Io assicuro agli autori un parere sincero e corretto, e chiedo agli stessi umiltà nel ricevere eventuali critiche, che non vorranno MAI essere offensive o lesive. Pertanto evitate inutili ramanzine nei miei confronti se leggerete una recensione negativa!!
  9. Agli autori chiedo solo di CONDIVIDERE dove vogliono il mio blog, in modo da dargli maggiore visibilità.
Detto ciò passo subito a dire chi sarà il primo autore di cui mi occuperò la prossima settimana: FRANCESCA ANGELINELLI.

E ora vado ad avvertire l'autrice!!! A presto!!

P.s. non mi offendo se ogni tanto mi lasciate un commento anche sul blog o cliccate in basso sulla valutazione del post ;)) anzi... 

INTERVISTA A CURA DI MIRIAM MASTROVITO

E dopo la recensione, Miriam ha voluto anche concedermi un'intervista!! La trovate in originale anche sul suo blog:

Benvenuta in StrepiTesti, Romina. Origini argentine, studi artistici, un lavoro da commercialista e la passione per la scrittura. La tua biografia mi suggerisce il ritratto di una persona eclettica. Tu come ti definiresti?
Grazie mille per avermi ospitata qui. Eh sì, hai proprio detto il giusto, sono una ragazza dalle molteplici passioni. Oltre a quelle da te citate, bisogna aggiungere la passione per i cavalli, oltre che per gli animali in generale, la mia vita da casalinga e mille altre piccole cose che mi tengono impegnata 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Per fortuna ho tanta energia, mi piace essere sempre in movimento e tenermi impegnata nelle cose che mi piacciono, anche se come è naturale ogni tanto sono costretta a mettermi in “ricarica”, per poi ricominciare come prima.

Quando e perché hai cominciato a scrivere?
Ho cominciato a scrivere intorno ai 17 anni, anche se in realtà posso dire di aver iniziato già alle medie. A quei tempi infatti scrivevo brevi racconti ispirati ai miei cartoni animati preferiti, come Sailor Moon e altri manga orientali, e solo verso i 17 anni mi è venuta l’idea per la stesura di quello che, oltre 5 anni dopo, sarebbe diventato il mio primo romanzo pubblicato, “I Quattro Re”. Non c’è un vero motivo che mi ha spinta a cominciare a “scrivere”, in realtà è stata una cosa spontanea, è venuta fuori da sola. Avevo in mente una storia a fumetti e un giorno mi sono detta “Perché non metterla per iscritto?” così ho cominciato. Ma solo dopo un po’ mi sono accorta che non era un’impresa da poco, ma ormai ero dentro, la storia voleva e doveva emergere, così l’ho liberata dalla mia mente e l’ho trasportata su pc, e in seguito su carta stampata. Scoprire questa passione è stata una delle cose più belle che mi siano capitate!

Ho letto nelle note che “I demoni di mezzanotte” è nato a seguito di una “sfida” partita dal tuo stesso editore. Ti va di raccontarci com’è andata?
Esatto, è stata una specifica richiesta da parte dell’editore. Stava cercando una buona storia che parlasse di streghe e, data la nostra pregressa amicizia, mi ha chiesto se mi andava di scrivere qualcosa per lui, visto che non gli era arrivato nessun materiale soddisfacente. Io ho sempre scritto e amato il genere fantasy, così non ho accettato subito. Non avendo nemmeno un’idea in mente non ero propensa ad accettare, ma alla fine ho ceduto alla sua richiesta, che ben presto è diventata per me una sfida, proprio per il genere nuovo che affrontavo e per tutte le limitazioni che esso comportava.

Quanto tempo ha richiesto la documentazione e quali difficoltà ha comportato (se ce ne sono state)?
Ho passato sei mesi a leggere testi storici e a fare ricerche di ogni tipo, innanzitutto per trovare una storia e poi, una volta trovata, per riuscire a dare un’ambientazione reale al tutto. La difficoltà è stata proprio quella del passaggio di genere: col fantasy sono stata sempre libera di plasmare i mondi a mio piacimento, potevo aggiungere dettagli irreali sapendo bene che in quel particolare contesto erano giusti. Qui non potevo inventare, dovevo saperne il più possibile del periodo, all’inizio del ‘500, per non cadere negli errori, nelle incongruenze e nelle ingenuità tipiche degli scrittori alle prime armi. Proprio per questo ho preferito prendermi tanto tempo per “studiare” tutti i dettagli più importanti, che alla fine mi sono stati indispensabili per ricostruire una trama verosimile seppur semplice. E non nascondo che nei primi mesi ho pensato più volte di rinunciare, ma il sapore e il fermento per quella sfida mi hanno aiutato a non cedere e a realizzare questo romanzo.

La scelta della Val Camonica come ambientazione per la tua storia ha delle ragioni precise. Vorresti spiegarcele? 
Sì, ho scelto Cemmo, e in generale la Val Camonica, perchè dalla metà del 1400 alla metà del 1500 si sono registrati il maggior numero di roghi per reati di stregoneria di tutto il Nord Italia. In particolare, mi hanno colpita alcuni casi di roghi di più persone, che mi hanno portata dunque ad ambientare lì il tutto. Purtroppo, non avendo conosciuto i luoghi di persona, ho dovuto adattare gli spazi e la struttura dei villaggi secondo le mie necessità, e spero che coloro che ci sono stati o che ci vivono non me ne vogliano per questi arrangiamenti.

Agata e Amelia sono le due protagoniste femminili del romanzo. Due donne entrambe carismatiche ma molto diverse. Come nascono questi personaggi e quanto di te c’è in loro?
La figura di Amelia è nata grazie ad alcuni piccoli romanzi che ho letto e che raccontavano le vicissitudini di “streghe” condannate. Si scriveva infatti che alcune di queste donne avevano personalità forti, erano strane, particolari, emanavano una certa autorità e per questo erano temute dalle persone. Mentre al contrario altre erano deboli e sottomesse, quindi facilmente soggiogabili al volere del “diavolo”. Avevo bisogno di figure di questo tipo così sono nate Amelia e Agata. Quest’ultima è una ragazza molto giovane, appena quindicenne, abituata sin da piccola al duro lavoro nella casa e alle raccomandazioni imperiose di Amelia, la sua balia, e di Giacomo, suo fratello gemello. La sua debolezza la porta a cadere facile preda di tentazioni che sa essere rischiose, e sempre il suo carattere timido e introverso le sarà d’intoppo nella difficile situazione che si verrà ben presto a creare. Di me in loro c’è poco, ho voluto discostarmi il più possibile dal loro carattere in modo da creare due personaggi indipendenti dal loro “creatore”. Posso solo riconoscere che in Agata ho riversato parte dell’ingenuità che ha caratterizzato la mia adolescenza, come credo quella di chiunque, quando è facile desiderare cose impossibili e fare di tutto per ottenerle, pur consapevoli che una volta scoperti si finisce nei guai.

La caccia alle streghe rappresenta un po’ la caccia al diverso, il bisogno alimentato dalla superstizione di attribuire a qualcuno o a qualcosa di identificabile la colpa dei mali che affliggono la società. Pensi che un simile atteggiamento sia ascrivibile solo a un’epoca ormai superata o ritieni che sia rintracciabile anche nel mondo moderno?
La paura del “diverso” c’è sempre stata e sempre ci sarà. Duemila anni fa, quando nacque il cristianesimo, si aveva paura di questa nuova religione; poi, una volta nata la Chiesa, si aveva paura di chi professava cose diverse da quelle da loro impartite; le colonizzazioni di altri continenti generarono la paura del colore diverso della pelle; infine, in tempi più recenti, i diversi divennero tutti coloro che non appartenevano alla “razza ariana”. Al giorno d'oggi nulla è cambiato. Da sempre tutto ciò che non si comprende genera paura, e nell’uomo la paura porta odio, l’odio la violenza e la violenza le guerre.

Tra le “cattive abitudini” della Santa Inquisizione c’era quella di mettere al rogo anche i libri. Ti propongo un giochino: pensando al panorama editoriale attuale, cosa daresti alle fiamme e cosa salveresti anche a costo di correre un pericolo?
Questa è una domanda tosta! Devo proprio dire cosa brucerei? Non entro nello specifico, meglio, mi limito a dire che darei fuoco a tutti quegli inutili romanzi commerciali che non dicono nulla e non parlano di nulla, ma anzi riempiono la testa di… vuoto, appunto, e che occupano file di scaffali rubando il posto a romanzi di validi esordienti italiani, costretti invece a farsi il mazzo ogni giorno per promuovere le loro opere. E brucerei anche tutti i romanzi-fotocopia, quei libri pubblicati solo perchè trattano temi che vanno per la maggiore (riferendomi al fantasy, citerei in primis i vampiri, di cui non se ne può più). Sono la morte della creatività e della fantasia. Salverei naturalmente i classici, anche se non sono un’amante del genere, e quei libri che hanno un’anima, che t’insegnano qualcosa e che per questo riescono a trasportarti lontano per qualche ora.

Hai esordito con un romanzo fantasy “I quattro re- I sovrani della luce” per poi passare a un romanzo di genere totalmente diverso. È stato difficile questo passaggio? In quale delle due opere ti riconosci di più?
Come dicevo prima, il passaggio è stato difficile. Sono due generi completamente opposti: in uno la fantasia ha il predominio, nell’altro invece ce l’ha la ragione. Considerato il mio carattere aperto e avventuroso, mi riconosco molto di più nel fantasy, dove posso innanzitutto evadere dal mondo che conosco per andare in un altro creato da me, con regole tutte sue, e poi dove sono libera di esprimermi e di trasformare la realtà a mio piacimento. Non nascondo che spesso vorrei vivere in uno di quei mondi, specialmente quello del mio primo romanzo, data la presenza della creatura più bella in assoluto: il drago.

Il succitato romanzo fantasy è il primo capitolo di una quadrilogia. Stai proseguendo nella stesura di questo progetto o l’hai momentaneamente accantonato?
Purtroppo, a causa della mancanza di tempo, al momento è in standby, insieme a molteplici altri testi. Spero di riuscire presto a liberarmi da alcuni impegni che mi tengono costantemente fuori casa nelle ore dopo il lavoro, così da poter tornare di nuovo a combattere insieme a draghi e cavalieri.

Cosa puoi raccontarci delle tue esperienze editoriali e quali consigli daresti a un autore desideroso di accostarsi al mondo dell’editoria?
La mia prima esperienza è stata un disastro. L’“ignoranza” in materia ha fatto sì che incontrassi persone non degne di essere considerate “editori”. A loro va un solo ringraziamento: quello di essere riusciti ad aprirmi gli occhi su come funziona questo mondo. Ad un autore inesperto direi di stare attento e di non cadere nei tranelli intessuti da quegli editori che cercano solo il profitto dalle opere che pubblicano, spesso chiedendo esosi contributi o acquisti di copie. Scrittori, ricordate, non alimentate il mercato degli editori a pagamento! Piuttosto aspettate altri mesi o anni, nel frattempo scrivete e scrivete, a più non posso, migliorate voi stessi prima di proporre qualcosa. Non cercate la pubblicazione a tutti i costi. Se il vostro lavoro vale prima o poi troverà la giusta strada.

I tuoi progetti per il prossimo futuro?
Di sicuro rimetterò mano alla mia saga fantasy, con l’intento di riproporre di nuovo al pubblico il primo volume, già edito nel 2008, in nuova versione e veste grafica, e naturalmente il suo seguito. Speriamo che sia l’anno buono!

RECENSIONE DI MIRIAM MASTROVITO

Nuova recensione al mio romanzo. A leggerlo e commentarlo è stata Miriam Mastrovito, una delle prime persone che ne ha voluta una copia! Sul suo blog trovate l'articolo originale, oltre a un sacco di ulteriori recensioni, articoli, interviste e curiosità!

Vi sono capitoli della nostra storia tanto agghiaccianti da poter essere paragonati a veri e propri racconti dell’orrore. La Santa Inquisizione sicuramente ha vergato alcune tra le pagine più sanguinarie a memoria d’uomo.“I demoni di mezzanotte” affonda le sue radici nel periodo cupo della caccia alle streghe. Attraverso una storia di fantasia che ha per protagonista un’umile famiglia di origini contadine, ci propone una ricostruzione storica attendibile quanto terrificante.Siamo nel ‘500 in Val Camonica. Il potere ecclesiastico imperversa e quasi tutte le terre sono sotto la giurisdizione del Vicariato. Dopo aver assistito alla morte della madre condannata al rogo per stregoneria, Giacomo e Agata, due gemelli, vengono tratti in salvo dalla loro balia Amelia e condotti nel paesino di Cemmo, uno dei pochissimi feudi ancora liberi dall’egemonia del Vicariato.Sebbene tra stenti e mille difficoltà, i due fratelli crescono lontani dall’orrore a cui hanno assistito.Li ritroviamo alla vigilia del loro quindicesimo compleanno. È inverno e una carestia dilagante rende sempre più difficile la sopravvivenza. Amelia e i suoi ragazzi lavorano sodo per garantirsi almeno un pasto al giorno ma l’armonia non manca nella loro casa. L’affetto che li unisce sembra poter bastare a renderli felici ma, ben presto, anche questa parvenza di felicità si dissolve.Agata si imbatte nel giovane figlio del Duca Andreas De Bacelli. Si invaghisce di lui e l’atteggiamento del ragazzo le fa credere di poter essere ricambiata. Quando la invita a una misteriosa festa sul Pianoro proprio nel giorno del suo compleanno, la fanciulla sente di poter realizzare un sogno. In realtà quel convegno amoroso, organizzato in segreto, si rivelerà l’inizio di un incubo.Nel frattempo un’epidemia si diffonde a Cemmo seminando la morte tra i suoi abitanti. Che sia l’effetto di un maleficio scagliato da fattucchiere nascoste nella comunità? Quel che inizialmente è solo un timido sospetto, pian piano, si tramuta in convinzione al punto che Frate Orazio si vede costretto a richiedere l’aiuto del Vicariato.Giungerà così in paese l’inquisitore Don Bernardino che scatenerà una spietata caccia alle streghe.A quel punto sarà difficile per chiunque sfuggire al Braccio Secolare perché basta davvero poco per essere sospettati di stregoneria.Lo sa bene Amelia che ha perso la sua migliore amica tra le fiamme e che custodisce un terribile segreto.Riesce a immaginarlo Agata che dal giorno della festa sul Pianoro non è più la stessa e teme di essere posseduta dal diavolo…Le vicende personali delle due donne costituiscono il nucleo principale intorno a cui si sviluppa l’intero romanzo. Una storia intessuta di segreti, paure, sospetti, sogni infranti, narrata in modo così intrigante da incollare il lettore alla pagina. Ci conquista Agata con la sua ingenuità e il suo desiderio di sottrarsi allo squallore di un’esistenza che le ha negato i piaceri e la spensieratezza dell’infanzia, così come Amelia che pur avendo vissuto in un contesto culturalmente povero non cede alla superstizione e lotta con coraggio per proteggere quelli che considera a tutti gli effetti suoi figli.Ricchi di fascino, in maniera diversa, e assolutamente “umani” ci appaiono anche i personaggi che gravitano intorno alle due protagoniste femminili.Giacomo che pur incarnando un esempio di ragazzo puro e onesto non manca di custodire qualche segreto, Andreas bello fuori quanto arido dentro e Frate Orazio (forse uno dei personaggi più riusciti) dilaniato dal bisogno di conservare intatta la fede nel momento in cui assiste a orrori che non condivide e dei quali non vorrebbe mai essere complice.Avvincendoci con i ritmi, la fantasia, il pathos tipici della fiction l’autrice riesce a fornirci un quadro vivido e a proporci una lucida analisi di quel che è stata la caccia alle streghe. Con pennellate efficaci tratteggia la mentalità dell’epoca intrisa di superstizione mettendo bene in luce le dinamiche che possono indurre l’uomo a ricercare nel soprannaturale le cause di mali che, per ignoranza, non riesce a comprendere. Con altrettanta maestria, ci mostra quanto possa essere pericoloso il fanatismo religioso, quanto contraddittoria e assurda la condotta di chi in nome di Dio si macchia di crimini ben peggiori di quelli che arbitrariamente attribuisce a persone, di fatto, innocenti.Un libro davvero straordinario in grado di “stregarci”, commuoverci, farci riflettere.

INTERVISTA A CURA DI MARCO MAZZANTI


E dopo la splendida recensione, ecco a voi la prima intervista riguardante il mio romanzo, curata sempre da Marco Mazzanti

1 - Romina Principato è tornata, e lo fa in grande stile, con un romanzo crudo e potente: sto parlando de "I demoni di mezzanotte", in uscita per Edizioni Rei oggi, giorno di Halloween, in formato e-book e il 15 Novembre in cartaceo. Presentiamo quest'opera, in anteprima, ai nostri lettori.

Come hai detto tu si tratta proprio di un romanzo "crudo" e "potente" in quanto questa volta ho deciso di scrivere una storia ambientata nel difficile periodo del 1500 italiano, ai tempi dell'Inquisizione e della caccia alle streghe. I protagonisti, Agata, Giacomo e Amelia, semplici contadini di una piccola comunità sperduta della Val Camonica, si ritroveranno a dover affrontare, oltre ai fantasmi del loro passato, anche questa difficile realtà, aggravata dal peso della loro povera condizione sociale e al dilagare di una misteriosa e mortale malattia.

2 - Dopo le suggestive avventure della principessa Lean, protagonista de "I quattro Re - I Sovrani della Luce", seguono le vicende di Agata e Giacomo. Qual è stato il tuo approccio con questi due nuovi protagonisti?

Piuttosto facile direi. Sin dal momento in cui ho delineato la trama, i loro caratteri mi sono subito stati chiari ed è stato facile gestirli. Anzi, direi che mi sono divertita parecchio a farli muovere nella storia. Agata è completamente diversa da Lean, che avevamo conosciuto nel mio precedente romanzo. Creando lei ho voluto lavorare su un personaggio un po’ più debole e giovane, di sicuro marchiato da una dura vita contadina e da un passato molto brutto, ma allo stesso tempo pieno di ingenuità e innocenza.

3 - Come è nato I Demoni di Mezzanotte? Qual è stata la scintilla?

Il romanzo non è nato per caso bensì per sfida. Un giorno di due anni fa circa, l’editore, che fra l’altro è diventato un caro amico, mi lanciò un guanto: cercava un buon romanzo che avesse come tema le streghe, che non fosse fantastico e che fosse adatto a tutti. Io all’inizio non lo raccolsi, non essendo del mio ambito sentivo di non avere le competenze per un lavoro del genere. Poi però alla fine accettai e mi misi al lavoro. Ammetto che è stato molto difficile, non avevo un’idea, non conoscevo quasi nulla del periodo e non sapevo minimamente da dove cominciare. Per fortuna esistono le biblioteche e internet, altrimenti non so come avrei fatto! Fatto sta che mi misi a studiare ed è stato grazie a quei libri che mi venne l’idea della trama e dei personaggi.

4 - Si capisce fin da subito che ci troviamo di fronte ad un romanzo diverso dal primo, intriso stavolta di atmosfere lontane da quelle luminose riconducibili al genere fantasy classico che ha caratterizzato le vicende narrate ne I quattro Re - I Sovrani della Luce.

Esatto. Innanzitutto ci troviamo in pieno inverno in una sperduta comunità fra le montagne della Val Camonica, su cui grava una crescente siccità. Abbiamo di fronte la difficile vita dei contadini, i loro problemi quotidiani, il loro instancabile lavoro per avere qualcosa da mettere nel piatto la sera, nell’attesa di tempi migliori. Veniamo presto a conoscenza del difficile tema della “caccia alle streghe”, con cui i protagonisti dovranno fare i conti molto presto. Ci ritroviamo inoltre ad affrontare, grazie a uno dei personaggi, il buon frate Orazio, l’istituzione della Chiesa, i suoi pensieri, i suoi metodi, i suoi insegnamenti. Ho voluto soffermarmi spesso soprattutto sui metodi utilizzati per trovare e punire gli eretici, e l’ho fatto anche in modo molto crudo.

5 - E' un romanzo corposo, denso, attraverso il quale si percepisce, leggendo, un minunzioso lavoro di documentazione.

Come dicevo prima, quando accettai la sfida non conoscevo nulla o quasi del periodo storico, tantomeno degli usi e costumi dell’epoca e della situazione socio-politica italiana. Per cui la prima cosa che ho dovuto fare è stata quella di documentarmi il più possibile con tutti i mezzi a disposizione. I libri mi hanno aiutata a comprendere il periodo storico e a venire a conoscenza delle tecniche e dei mezzi della Chiesa per condannare gli eretici, e soprattutto a capire i motivi per cui veniva data la caccia alle cosiddette “streghe”. Internet invece mi ha aiutata in tutto il resto: dalla ricostruzione delle case dei contadini, ai loro stili di vita, a scoprire i metodi di tortura per estorcere le confessioni, a trovare le parole delle preghiere in latino e molto altro.

6 - Un colore. Un colore per questo tuo nuovo romanzo, quello che più lo caratterizza.

Decisamente il nero, non a caso l’ho utilizzato come colore principale della copertina.

7 - Cosa ti aspetti dall'uscita di questo nuovo romanzo?


Sicuramente non ce n’è bisogno, ma mi aspetto un’attenta riflessione da parte del lettore su quella che è la figura della Chiesa, sia nel contesto in cui è ambientata la trama che ai giorni nostri. Nel romanzo ho raccontato quel che realmente accadeva ai tempi, non solo quel che io penso sia successo. E’ naturale che abbia trasmesso anche i miei pensieri al riguardo, ma vorrei che alla fine fosse il lettore a porsi delle proprie domande e a riflettere su ciò che vi è narrato.

Intervista di Marco Mazzantiwww.deminovel.jimdo.com
www.myspace.com/deminovel

RECENSIONE DI MARCO MAZZANTI

Nell'ultimo post ho inserito la sinossi e alcune informazioni riguardanti il romanzo e come acquistarlo. Come promesso ora è venuto il momento di postare anche le prime recensioni ricevute dai lettori. Non sono molte, dato che il romanzo è di quasi 600 pagine e leggerlo porta via tempo, ma sono significative.
Cominciamo con la prima recensione ricevuta, scritta dal caro amico e collega scrittore Marco Mazzanti, e pubblicata anche sulla pagina Anobii del romanzo:

Se avete amato l'intreccio de I pilastri della terra e le atmosfere da incubo di Berserk, questo romanzo fa proprio per voi!
Recensione di Marco Mazzanti (www.deminovel.jimdo.com)
Dalle ceneri del primo e promettente volume del ciclo fantasy "I quattro Re", "I Sovrani della Luce", che ci auguriamo tutti di rileggere presto insieme col suo diretto seguito, Romina Principato rinasce come scrittrice regalandoci una storia dura e potente, in cui prevalgono toni e colori cupi; ben altro, insomma, rispetto alle atmosfere luminose e fiabesche delle avventure della principessa Lean."I demoni di mezzanotte" si apre con una scena incalzante, una corsa a cavallo, la fuga di una donna che è stata condannata a morte, poiché accusata di stregoneria; sarà putroppo catturata, le fiamme purificheranno il suo corpo. Non sarà l'unica, a distanza poi di anni, a finire sul rogo. Ma andiamo per gradi. Protagonisti assoluti di questo nuovo romanzo di Romina Principato sono stavolta un ragazzo e una ragazza, gemelli, Giacomo e Agata; vivono sotto lo stesso tetto di Amelia, la loro balia, una donna risoluta e determinata, che fa loro da madre putativa agli occhi degli abitanti del paese, seppur nei due giovani sopravviva invece, sbiadito dalle lacrime, ancora il ricordo di un viso dolce e premuroso, indissolubile nella memoria come solo può esserlo quello di colei che li generò e allattò e curò durante i primissimi anni della loro infanzia. Anche qui, come nel primo volume del ciclo fantasy che ci ha permesso di conoscerla come scrittrice, Romina Principato ci presenta quindi una nuova triade di personaggi portanti. Amelia potrebbe ricordare la principessa Lean per il suo carattere forte, ma Agata e Giacomo sono ben diversi dai due cavalieri che accompagnano la principessa lungo il suo viaggio. Sono infatti due giovani adolescenti come tanti se ne vedrebbero in giro, con i loro sogni e i loro difetti. L'Autrice ha saputo ben caratterizzare Giacomo e Agata, animandoli di pulsioni e desideri più che verosimili, nello scenario di un piccolo paese sito nel cuore della Val Camonica. Stesso discorso per Amelia, figura inizialmente ambigua, nonché portatrice di un segreto atroce, legato all'amicizia che pare aver legato lei e la vera madre dei due orfani. 
Durante la primissima parte del romanzo ci viengono descritte e introdotte la vita e le peculiarità dei protagonisti, il loro tran-tran quotidiano, avviene poi un importante punto di snodo, scoppia una scintilla destinata dapprincipio a rimanere fievole, ma che genererà, in maniera abilmente cadenzata, l'incendio che farà impennare il climax di tutta la narrazione. Sto parlando dell'incontro tra Agata e Andreas; questi è il figlio scapestrato del Conte De Baccelli, la cui fortezza domina sullo sfondo desolato della Val Camonica. Il titolo del romanzo trae spunto da uno degli incontri segreti fra la ragazza e questo personaggio ambiguo e viscido, il quale rievoca lo spietato William de "I pilastri della terra". Il paragone col best-seller di Ken Follett è d'uopo; "I demoni di mezzanotte" è un romanzo corposo, dalla struttura solida: la tensione sale e poi discende, per poi risalire, nel corso delle vicende che vedono protagonisti assoluti Agata e Giacomo, alternate ai capitoli che invece vedono come (co)protagonista il buon Frate Orazio, figura positiva che si contrapporrà, nelle fasi più evolute dell'intreccio, a quella assolutamente negativa di Don Bernardino, Vicario di Brescia, nonché Inquisitore; essi potrebbero ricordare, sempre nell'ambito dell'analisi da me suggerita, Philip e Waleran, ma "I demoni di mezzanotte", al di là ora di qualunque raffronto, è un'opera che si discosta di molto da altri libri che hanno segnato e celebrato il genere, quello dei romanzi storici, perché con questa sua importante pubblicazione Romina Principato vuole offrirci una storia dai forti profili psicologici. Come ho già scritto, "I demoni di Mezzanotte" è un titolo che prende spunto da uno degli incontri segreti, il più brutale e decisivo ai fini della trama, fra Agata e Andreas, ma è anche una metafora di notevole spessore, che allude alle paure più o meno inconsce dei protagonisti e dei coprotagonisti del libro, quindi all'animo umano, alla sua predisposizione latente al pericolo. Da sottolineare anche quello che potrebbe essere definito, abusando di termini e cinematografici, il "profilmico" di questo romanzo, ovvero il ligio lavoro di documentazione che si percepisce tra le righe di questa seconda opera dell'Autrice, attraverso cui si ha un attento "arredamento" degli scenari, dagli interni della casa in cui vivono i due gemelli e la balia ai particolari truci delle torture descritte nelle profondità della diocesi. Tutto questo in un volume di quasi 600 pagine che sanguinano crudeltà, dalla prima all'ultima, fino al finale devastante. Se avete amato il già citato best-seller di Ken Follet, ma se avete anche apprezzato, qualora foste amanti dei fumetti giapponesi, le atmosfere da incubo di "Berserk", beh, "I demoni di mezzanotte" è qui che vi aspetta. Disponibile sia in formato cartaceo che in e-book.
Ringrazio Marco per tutto il supporto, l'aiuto e la fiducia che mi ha dato, nel leggere, correggere e recensire questo mio romanzo!!

I DEMONI DI MEZZANOTTE - IL MIO ROMANZO

Questa è la copertina completa del mio secondo romanzo (del precedente ve ne parlerò a tempo debito), edito nel 2012 da EDIZIONI REI. Dall'immagine si può già leggere la quarta di copertina, con una delle frasi secondo me più significative del romanzo. Vi posto anche la trama, in modo che possiate farvi un'idea più precisa dei luoghi e dei personaggi coinvolti.


Nell’Italia di inizio ‘500, la comunità di un piccolo paese sperduto tra le colline della Val Camonica, controllato dal Duca De Baccelli e lontano dai domini della Diocesi di Brescia, vive come può dedicandosi all'allevamento e all'agricoltura, oltre che alla preghiera nella piccola chiesa gestita dal frate domenicano Orazio. 

In questa valle tranquilla, seppur molto povera, vivono Agata e Giacomo, fratelli gemelli di quindici anni, con la loro balia Amelìa, una donna piuttosto anziana che li ha cresciuti dopo la morte della madre naturale, avvenuta parecchi anni prima. Per nascondere un passato piuttosto tragico, i tre abitano isolati dal resto della popolazione, su una collina esposta direttamente sulla vallata e sul piccolo borgo. 

Amelìa nonostante l'età è una donna molto forte e dura, temprata da esperienze che l'hanno segnata profondamente e molto ostile nei confronti della Chiesa e dei suoi rappresentanti, pur essendo cattolica. Agata e Giacomo sono cresciuti insieme a lei dall’età di cinque anni e da lei hanno appreso la difficile arte della sopravvivenza. 
I loro caratteri opposti li portano ad affrontare il mondo in maniera diversa: la prima timida e dolce, il secondo duro e serio. E proprio a causa della sua timidezza e ingenuità, Agata verrà avvicinata con facilità da un personaggio troppo lontano dal suo ambiente di vita, che con abili menzogne la convincerà a partecipare a una festa organizzata sulla cima del Pianoro, una collina poco lontana dal paese. Ma proprio quella festa sarà l'inizio del declino. 
Lì Agata riceve un'amara sorpresa, e capisce che vi è stata portata per uno scopo diverso da quello che pensava. Inoltre una misteriosa malattia comincia a uccidere molte persone e animali, e, assieme al freddo dell’inverno e alla siccità, rende la sopravvivenza del paese sempre più difficile. 
Frate Orazio viene allertato da un pastore della presenza dei resti di un falò e, una volta constatata l'attendibilità della testimonianza, non può fare altro che avvertire la Chiesa e le autorità di Brescia, pur sapendo che l'arrivo dell'Inquisitore avrebbe cambiato per sempre le sorti del paese. 

Questa è invece la pagina ufficiale sul sito dell'editore, dove troverete tutte le informazioni necessarie per effettuare il vostro ordine. Il romanzo può essere richiesto nelle librerie, meglio se piccole e indipendenti, oppure acquistato sui maggiori siti di vendita online. Naturalmente è anche possibile chiederne una copia all'editore. In questo caso il volume vi verrà spedito a casa senza alcuna spesa di spedizione!


Nei prossimi post metterò le recensioni ricevute sino ad oggi e le diverse interviste a cui ho avuto modo di rispondere!! Perciò continuate a seguirmi ;)

BENVENUTI

BENVENUTI A TUTTI! 

Ma, soprattutto, benvenuta a me!!!
Vi presento il mio nuovo blog, dopo che per ragioni di praticità sono letteralmente "scappata" dal vecchio (grafica statica, nessuna possibilità di modificarla, problemi di formattazione dei testi e altri casini).
Qui trasferirò con calma tutta la mia attività, i post e gli aggiornamenti che riguardano principalmente i miei romanzi e le varie passioni: libri, film e curiosità. Piano piano inserirò articoli e recensioni, news ed eventi, e molto altro. Spero di trovarmi bene!! Ah, non preoccupatevi se ogni tanto cambierò il look del blog, il grande vantaggio di queste piattaforme è proprio quello di poterle piegare al proprio volere. Ci ho messo due giorni per trovare un template che mi soddisfacesse e non escludo che in futuro possa cambiare di nuovo, per meglio adattarsi al mio modo di essere.
Intanto voglio mettervi qui il link del mio blog attuale, che comunque cercherò di tenere aggiornato fino a quando non avrò spostato definitivamente qui buona parte delle notizie che mi riguardano. Sarà un lavoraccio per me, dato che già normalmente di tempo ne ho poco, ma prima o poi ce la farò XD!
Alla prossima!!