FANTASYA

SULLE ALI DELLA FANTASIA

DILHANI HEEMBA E NUOVA VITA

Non molto tempo fa vi avevo parlato della giovane autrice Dilhani Heemba e del suo romanzo d'esordio in autopubblicazione "Nuova Terra - Gli occhi dell'erede". Prima delle feste di Natale ho finito di leggere anche il secondo volume "Nuova Vita - La speranza dell'erede", diretto proseguo del primo romanzo. Chi ha letto la recensione che scrissi a suo tempo sa quanto quest'autrice abbia destato tutta la mia attenzione e mi abbia attirata in un romanzo pieno di storia e passione, e non parlo solo della passione espressa dai personaggi ma della passione che l'autrice stessa ha messo nello scrivere il libro. Ripeto di nuovo che raramente mi era capitato di sentirmi così presa da una storia, e ancor più raramente mi è capitato di leggere un'opera prima così ben scritta! E' quindi con rinnovato piacere che ho cominciato a leggere "Nuova Vita", volevo tornare in quel mondo e in quel tempo per capire come proseguivano alcune vicende con cui l'autrice aveva concluso il primo libro.
P.s. Cercherò di fare meno spoiler che posso, se anticipo qualcosa vi prego di scusarmi ma altrimenti mi diventa difficile scrivere questa recensione...

Shayl'n Til Lech, principessa dei Lupi Grigi e sovrana delle Tigri Bianche, vive a Santa Idnak, dove cerca di ricostruire la pace di due popoli e di dedicarsi alla sua famiglia. Non è facile, però, riappacificare il cuore quando il padre del bambino che ha messo al mondo le manca più dell'aria. Nonostante l'attenzione che non smette di avere verso una Nuova Terra in ripresa ma sempre sull'orlo di conflitti di interesse, la sua è una lotta quotidiana contro i fantasmi del passato, una lenta rinascita che subisce un brusco arresto quando riappare il tapi di Ahilan Dahaljer Aadre. Shayl'n non perde tempo: si mette sulle tracce, scarsissime, che suo marito avrebbe lasciato e che portano in terra africana, terra di contrabbandieri e antiche tribù, terra immensa e desolata, popolata di creature inimmaginabili. La scelta è dura: da una parte ha dei doveri, un figlio piccolo, Nilmini, Madre Brìgit e gli amici; e un uomo che potrebbe amarla con sincerità. Dall'altra, oltre i picchi montuosi, nessuna certezza, solo un incubo ghiacciato. Ma Dahaljer una volta le aveva detto: "Tu andresti tra i mostri solo per salvare qualcuno" e ora Shay s’incammina per lui, per scendere verso un terribile inferno, dal quale risalire sarà ancora più difficile.

L'inizio di questo romanzo ci mostra una Shay molto diversa da come l'avevamo conosciuta nel primo romanzo: è una regina, è una mamma e soprattutto è sola. Ha perso ciò che per lei contava più della sua vita, e da quel momento la sua battaglia interiore è diventata una lunga ed estenuante guerra senza esclusione di colpi. Lo sanno bene tutti coloro che le sono accanto, e che lotteranno allo stesso modo per farle passare il brutto momento.
Ma un giorno un uomo si presenta a lei con una notizia che le cambierà la vita per la seconda volta: ha in mano il tapi di Dahal e sostiene di averglielo tolto lui stesso di dosso. Shay si sente morire e rinascere allo stesso tempo: morire perché quell'uomo riapre una ferita che l'amore e l'attenzione per suo figlio erano riusciti in qualche modo a ricucire, e rinascere perché in lei non era mai morta la speranza di ritrovare suo marito vivo.
Senza esitare troppo (non sarebbe da lei), decide di partire per saperne di più, contro il parere di suo zio Jean David e della maggior parte delle persone vicine. Nemmeno il pensiero di lasciare suo figlio da solo per così tanto tempo riesce a fermarla, perché quella speranza che le si è aperta nel cuore è troppo luminosa, troppo seducente per non inseguirla. Così, assieme alla tigre Danka e al Lupo Joshua, parte alla volta delle isole di Taormina, dove l'uomo affermava di aver rubato il tapi e quindi visto per l'ultima volta Dahal. Ma Shay non sa che quella è solo la prima tappa di un viaggio molto più lungo e pericoloso, che la porterà in luoghi talmente ostili da riuscire a offuscare anche quella flebile speranza.

Ho trovato questo romanzo intenso e appassionante esattamente come il primo. Ritrovo la stessa abilità di scrittura, la stessa agilità nel districarsi tra mille vicende, luoghi, pensieri, personaggi vecchi e nuovi, sapendo padroneggiare una Shay che allo stesso tempo deve apparire più matura ma che continua a essere ribelle, recalcitrante, testarda come un mulo e piena di dubbi e insicurezze. Come avevo già detto l'altra volta, è un personaggio talmente pieno di difetti da essere perfetta, anche se in questo romanzo mi ha dato parecchio da fare per non mandarla al diavolo! Ebbene sì, se nel primo l'ho amata e capita, in questo non sempre sono stata a suo favore. Aveva ragione Dahal quando diceva che ha una naturale propensione per cacciarsi nei guai, e i guai sanno benissimo dove trovarla...
Oltre a Shay, approfondiamo meglio il personaggio di Danka, la tigre scontrosa con cui Shay si era già trovata a litigare più volte nel primo volume. Qui Danka è la sua guardia del corpo, e ha accettato di seguirla più per dovere che per piacere. Le due donne si ritroveranno ancora a discutere e litigare, ma alla fine saranno proprio i loro caratteri opposti a renderle inseparabili. 
Troviamo nuovi e interessanti personaggi: Joshua, un Lupo, che assieme a Danka fa parte della scorta di Shay nel suo viaggio in Africa, e Tip, un contrabbandiere senza il quale Shay non sarebbe andata da nessuna parte. Grazie al PDV accurato di Shay, li conosciamo e ne restiamo affascinati. Tip in particolare... mi piacerebbe conoscerlo un po' di più ;)
I personaggi, vecchi e nuovi, sono splendidamente caratterizzati, emergono dalle pagine e si fanno sentire. Non si può non empatizzare con loro. 
Alla fine della lettura ho però ritenuto necessario decurtare una stellina su Anobii (da 5 del primo a 4). Lo stile dell'autrice è invariato, impeccabile e curato, adoro il suo modo di scrivere, ma lo stesso il romanzo è in qualche modo diverso dal precedente.
Che Shay non mi sia andata particolarmente a genio l'ho già espresso prima. Sia chiaro che questo è un pensiero personale, dovuto al fatto che non ero d'accordo con molte delle sue decisioni. Shay è fatta così, prendere o lasciare, nessuno potrà mai cambiarla. Nemmeno l'autrice. E' stato invece Dahal a farmi incavolare come una belva! Oh, ma insomma che razza di uomo è? Possibile che sia sempre Shay a doversi fare il mazzo per salvargli la pelle??? Ok che è lei la protagonista, ma lui è un Capo Branco, una tigre, eccheccavolo! Su un po' di palle! Possibile che la sua speranza fosse talmente morta da non avergli mai dato la forza per tornare a casa? Ricordiamo che nel primo libro Shay è stata tenuta come "prigioniera" in un palazzo in mezzo al deserto e che da lì ha trovato il modo per scappare e tornare in patria assieme a Dahal... Va beh, si sa che gli uomini non sarebbero nulla senza noi donne (ehehehe ok linciatemi)! Per fortuna alla fine del romanzo le sorti si capovolgono e Dahal torna a fare il suo dovere.
Una cosa che ho notato in questo romanzo è che, a differenza del primo dove il ritmo degli eventi era saggiamente cadenzato e i momenti di quiete erano perfettamente bilanciati da quelli di azione/suspance, ci sono più momenti di quiete/riflessione che di azione. La prima parte del libro è precisa e coinvolgente, siamo appesi a ogni parola e giriamo le pagine con avidità. Per me la storia sarebbe anche potuta finire quando fanno rientro in patria. Ero sazia, ero contenta e appagata. L'autrice però ha voluto proseguire, aggiungendo un'altra parte: Shay, una volta rientrati tutti a casa si dedica alla sua ritrovata famiglia, una famiglia ora completa. Ma nemmeno questo momento di quiete e felicità riesce a darle pace: decide di tornare in Africa per combattere e debellare il misterioso popolo di creature che ha tenuto Dahal prigioniero per lungo tempo. Nessuno è d'accordo (e come potrebbero? Non lo sono nemmeno io) ma lei vuole andare lo stesso e si organizza affinché un piccolo esercito venga preparato per la partenza. Dahal è con lei, anche se per lui sarà difficile affrontare di nuovo quei luoghi e le esperienze che essi gli ricordano. 
E' in questa parte del libro che ho trovato la maggior parte de punti "negativi", se così li posso definire: Shay si dimostra immatura, vuole di nuovo lasciare la sua famiglia e rischia seriamente di non tornare più. Non sono d'accordo con lei e glielo farei notare se potessi. Nell'attesa dei preparativi di guerra per la partenza, l'autrice si sofferma a raccontare della nuova vita che Shay e Dahal si ritrovano a vivere assieme ai loro figli. Affrontiamo dunque un momento di quiete nella storia che a mio avviso dura troppo a lungo. Non è proporzionato con ciò che verrà dopo. Tutto questo attimo di quiete, in cui non accade pressoché nulla di rilevante, è il preludio alla battaglia che si terrà di nuovo in Africa contro gli orribili "mostri" che in quelle lande desolate e ghiacciate terrorizzano e rapiscono uomini e donne per schiavizzarli e ucciderli. Nonostante non fossi d'accordo con Shay, devo ammettere che ero elettrizzata perché volevo sapere chi fossero davvero queste creature modificate; ma quando finalmente si giunge al punto, l'azione è talmente veloce che scivola via in poche pagine. In breve tutto è finito. 
Resto sconcertata: pagine e pagine di quiete per prepararci a una battaglia che si conclude in così poco tempo? 
Rifletto e alla fine concludo che probabilmente il fine dell'autrice non era di raccontare quella battaglia ma di preparare il campo per ciò che sarebbe accaduto subito dopo. Però messo così mi ha lasciata comunque con un certo appetito che non verrà soddisfatto, così come non verrà soddisfatto un altro dubbio cruciale: quali atrocità ha vissuto Dahal in quel luogo buio e isolato? Non lo sapremo mai, sigh!
Purtroppo la stellina in meno è data in particolar modo a causa di quella parte di quiete eccessivamente lunga. So che le altre lettrici non saranno d'accordo con me su questo punto, ma permettetemi di dire che alcune scene di vita quotidiana potevano essere eliminate senza nulla togliere alla preziosità del resto del libro. 

Come già detto all'autrice, ho preferito il primo volume a questo, anche se resto del parere che una perla di tale bellezza è rara da trovare. Punti negativi a parte, che ovviamente sono molto personali e che altre persone magari hanno trovato come punti di forza, rinnovo i miei complimenti a Dilhani che, diamine, è BRAVA a scrivere ed è riuscita di nuovo a tenermi incollata alle pagine, in un susseguirsi di colpi di scena e di attimi di fiato sospeso!! E' pazzesco perché mentre leggevo, specie in quella fase di calma, avevo sempre il terrore che succedesse qualcosa di brutto ai protagonisti! E questa empatia fa capire quanto mi sia affezionata a loro! Anche nei momenti in cui erano nei guai speravo con tutto il cuore che le cose non peggiorassero ulteriormente... insomma, è stata dura ma appagante! 
Sono questi i sentimenti e le sensazioni che cerco in un libro, che ognuno dovrebbe cercare e pretendere dagli autori, e gli autori DEVONO sforzarsi di dare emozioni ai propri lettori. Libri piatti e che non lasciano dentro nulla sono libri imperfetti, a mio avviso.
Resto ora in attesa di leggere altro di quest'autrice! 

NUOVA RECENSIONE!

Lo scorso mese, dopo il libro di Dilhani, in qualche settimana ho cominciato e concluso la lettura di un altro libro di un esordiente italiano. Si tratta di un romanzo urban-fantasy, che lo stesso autore si è offerto di inviarmi per un parere, e al quale non ho potuto dire di no. 
Sia chiaro che non faccio MAI recensioni su richiesta, non mi va di leggere "a comando", preferisco sempre scegliere con cura le mie letture. Ma questa volta ho voluto fare uno strappo alla regola: ho letto la trama, mi sono iscritta alla pagina di facebook e mi sono incuriosita. Così ho accettato, e questa è la mia recensione.


Dave Connors non sa di essere un custode. Gli incubi e le strane visioni lo aiuteranno a comprendere la sua vera natura, gli indicheranno l'ambiguo percorso da compiere per l'adempimento della sua missione. Nemmeno l'incontro con Susan, verso cui prova un'attrazione incontenibile, riuscirà a frenare la volontà del destino proprio perché era tutto previsto.
La consapevolezza del suo essere e la fiducia che gli altri hanno riposto in lui, aiuteranno Dave a riconoscere ciò che è bene e ciò che non lo è. Solo così diventerà protagonista dello scontro, da secoli atteso, con Zandhal, l'angelo oscuro scacciato per la sua avidità di potere dal regno dei cieli.
Il demone ha escogitato un malefico piano per impossessarsi delle coscienze dell'intera umanità. Per riuscirci però, Zandhal ha bisogno di ritrovare la farfalla nera.

Mi ritrovo tra le mani un libro di bella presenza, corposo come piace a me, con una copertina semplice ma piacevole e che ben s'addice al titolo. La qualità è ottima, adoro la carta ruvida, spessa e di quel color giallino che non stanca la vista! Non conosco l'editore se non per una strana familiarità del nome (dove l'ho già sentito prima?), ma penso che ha realizzato un buon prodotto. 
Un prologo ci introduce alla narrazione: lo trovo subito molto bello, tanto che lo leggo tutto d'un fiato. Si prosegue quindi con la storia vera e propria, suddivisa in cinque "parti". 
La prima è ambientata in un ospedale, dove Dave, il protagonista, la sera del suo compleanno viene ricoverato in seguito a un malessere. In questo ospedale conosceremo tutti i personaggi che graviteranno in seguito intorno a Dave: conosciamo Michael, il fratello, e Bob, il simpatico cugino pasticcione, poi Harry, l'amico di colore, Susan, la bella infermiera per cui Dave perde subito la testa, Kate, l'altra infermiera che invece fa perdere la testa a Michael e infine il dott. Lambert, un personaggio che mi mette da subito una certa curiosità.
Diversamente da quanto accaduto col prologo, nel leggere il primo capitolo provo una sorta di "smarrimento". L'autore ci introduce a Dave e attraverso i suoi occhi osserviamo le sue azioni e leggiamo i suoi pensieri. Siamo con lui quando sviene e nella sua mente si agita uno strano sogno. Ma io non riesco a essere totalmente con lui a causa dello stile un po' confuso dell'autore. Sono costretta a rileggere alcune frasi più volte per capire a fondo DOVE ci troviamo, il che implica uno stacco dalla storia e quindi un'estraneazione da essa.
Mentre Dave è ricoverato all'ospedale in stato di incoscienza, il PDV si sposta a seconda del personaggio secondario che si muove nella scena. Conosciamo in particolare Michael e Susan, e iniziamo a capire quali sono i loro pensieri e il loro carattere. Anche qui provo la stessa sensazione di prima: Michael è spavaldo e gli piacciono le belle donne, quando incontra Kate è così affascinato dalla sua bellezza che impiega parecchio tempo ad analizzarla sotto ogni punto di vista. Susan, invece, è stranamente attratta da Dave, ancora incosciente, e la sua mente è piena del desiderio di conoscerlo meglio. 
Personaggi, ambienti e azioni sono a mio parere troppo "artefatti" per essere reali. Innanzitutto troviamo un ospedale in cui i nostri personaggi sono gli unici a muoversi. Forse mi sono sfuggiti dei dettagli, ma leggendo l'evolversi degli eventi così come sono stati scritti sembrava di ritrovarsi in un ospedale deserto, tranne che per gli stessi protagonisti. Sappiamo tutti molto bene che gli ospedali sono posti affollatissimi, rumorosi, puzzolenti (quel classico odore di medicinali e alcool), dove le infermiere, soggetti poco simpatici e avvolti da camici spesso troppo larghi per i loro corpi, si aggirano per i corridoi senza sosta, assieme a medici dall'aria professionale e parenti dei ricoverati in perenne attesa di risposte alle loro domande. Invece qui non proviamo nulla di tutto questo: è un ospedale lindo, tranquillo, con tre infermiere di cui due, Susan e Kate, molto avvenenti, belle e dalle curve mozzafiato. L'autore, attraverso gli occhi di Dave e soprattutto di Michael, non manca di ricordarcelo ogni 2/3 righe portando il lettore, specie se di sesso femminile, a una certa esasperazione. 
Non mancherà di ribadire questo concetto di "donna mozzafiato" nemmeno quando, circa a metà della narrazione, entreranno in scena le dipendenti di Harry, che gestisce un piccolo locale in città. Anche loro sono perfette, seducenti, formose... insomma, leggere di tutta questa avvenenza mi ha dato molto fastidio, in particolar modo perché nella realtà nulla di tutto ciò sarebbe stato "reale". Un libro non può essere scritto come se fosse un film americano di terza categoria, bensì come se fosse la REALTA'. Seppur con i suoi lati fantastici, un romanzo deve essere quanto più reale possibile, altrimenti cade nel ridicolo.
Tornando alla prima parte della storia, ho trovato anche, oltre a numerosi errori sintattici e ortografici piuttosto gravi, una tendenza dell'autore a "raccontare", ovvero a spiegare ciò che accade e perché accade anziché "mostrarlo" attraverso le azioni, le parole, i gesti dei protagonisti, il che toglie al lettore il piacere di immedesimarsi in loro, di capirli, amarli o odiarli. I personaggi appaiono quindi quasi privi di personalità, sono statici, ripetitivi, non ci lasciano dentro emozioni particolari. So bene che per un esordiente il concetto di "mostrare" è difficile da comprendere e ancor più da mettere in pratica. E' naturale tendenza di chi scrive quella di cercare di spiegare a chi legge cosa vuole dirgli attraverso la storia. Ma ho capito molto presto che è controproducente, perché impedisce al lettore di "entrare" nel libro, di viverlo in prima persona e di emozionarsi o piangere assieme ai protagonisti. E' quindi molto importante sforzarsi di sprecare qualche riga in più per cercare di "mostrare" il più possibile le scene della trama. 
Per fare un esempio pratico, se voglio far vedere al lettore che il protagonista A è cattivo non dirò: A è cattivo dirò A sta picchiando il suo compagno di banco senza motivo. Sto quindi "mostrando" che A è cattivo, senza dirlo direttamente. Questa è la differenza tra "raccontare" e "mostrare". Una sottilissima ma importante differenza, che può cambiare tutto.
Prima ho parlato di ripetitività dei personaggi, ma c'è un altro dettaglio di cui voglio discutere: l'eccessiva dispersione di parole in dettagli inutili o superflui ai fini della trama. Proprio in questa prima parte del libro, l'autore ama soffermarsi a raccontare dettagli e pensieri dei personaggi mentre fanno la loro conoscenza fra loro. Ad esempio, quando Michael incontra Kate all'ingresso dell'ospedale l'autore si fossilizza per alcune pagine a dirci quanto questa ragazza sia avvenente e bella. Sono dettagli utili ma non indispensabili e sarebbe stato meglio liquidarli in poche frasi. Una volta spiegato il concetto, al lettore non serve più che glielo si ripeta di nuovo. Questo eccesso di dettagli superflui rallenta la lettura, spesso la blocca, stancando il lettore. Al contrario, momenti e scene importanti e salienti vengono raccontati con forse troppa fretta, e ho detto "raccontati" non "mostrati"... 
Andando avanti nella lettura, e superato lo scoglio delle prime due parti del romanzo, il resto della storia procede abbastanza veloce e senza particolari intoppi. Incontriamo gli antagonisti, demoni antichi e potenti, e ci spostiamo nel loro covo, oscuro e pericoloso. Qui deve compiersi un'antica profezia e Dave sarà abile ad agire e impedire che il demone Zandhal s'impadronisca della Farfalla Nera. 

E' un libro senza dubbio originale; la trama è nuova, fresca e incuriosisce sin da subito. L'autore ha una fervida fantasia e il libro ne è impregnato dall'inizio alla fine. Purtroppo questa tendenza a "farsi vedere" tra le pagine e tra le parole infastidisce la lettura, rendendola lenta. Prendo comunque atto che è un'opera prima e che tutte le opere prime presentano questi errori. Io stessa, rileggendo oggi il mio primo romanzo pubblicato, "I Quattro Re", mi vergogno tantissimo per gli errori madornali commessi, che solo ora vedo.
Peccato che l'editore non abbia curato la parte di editing e correzione del testo; essendo passata pure io da un'esperienza simile con altro pseudo-editore, ho la sensazione che non se ne sia preoccupato nemmeno un po'... Peccato, davvero peccato perché la storia è interessante e poteva, anzi DOVEVA essere curata in modo tale da renderla un piccolo gioiello della microeditoria.

Dato il mio interesse per gli esordienti, spero proprio di leggere altro di questo autore, magari questo stesso testo, rivisto e corretto da mani esperte ed estranee all'autore stesso, che possano metterlo in risalto come merita.








ATTIMO DI PAUSA

Sì, tanto per cambiare sto attraversando un momento di pausa. Vuoi causa festività varie, vuoi causa milioni di pensieri in testa, vuoi mancanza di tempo e tante altre cose, è da un bel po' che non scrivo qui.
Ci sono alcune novità importanti in ballo ma preferirei attendere il nuovo anno per parlarvene, nel frattempo vi posso dire che mi sto dedicando più alla lettura che alla scrittura. 
Infatti, quando finalmente giunsero nelle mie mani le copie de "I demoni di mezzanotte" mi dissi che mi sarei presa una pausa meritata dopo due anni di intenso lavoro. Pensavo durasse qualche mese, invece si è prolungata per un anno. Nel frattempo ho letto, esordienti ovviamente. 
Da gennaio sono pronta a tornare a scrivere, il periodo "sabbatico" è concluso, è arrivata l'ora di rimettersi al lavoro.
Nei prossimi giorni inserirò due recensioni degli ultimi romanzi letti, devo solo finire di scrivere alcuni particolari e poi passo a pubblicare il tutto. Intanto mi godo il mio Kindle nuovo di pacca e mi leggo le "50 sfumature di grigio", che tanto hanno scartavetrato i maroni negli scorsi mesi. Lo leggo perché ho scaricato l'ebook gratis, mica per altro... non mi sarei mai sognata di comprarlo! E lo leggo per curiosità, volta non all'erotismo di cui pare essere impregnata la storia, ma a studiare lo stile dell'autrice e a capire il perché di questo successo planetario (in realtà un'idea ce l'ho ma la tengo per me, almeno per ora).
A presto ;)

IL TALENTO, QUELLO VERO, ESISTE!

In uno degli ultimi post vi avevo velocemente parlato del romanzo "Nuova Terra - Gli occhi dell'erede", scritto dalla penna esordiente di Dilhani Heemba, e del fatto che si trattasse di un libro autopubblicato. Leggendo le recensioni su Anobii e i commenti pubblicati sulla pagina ufficiale di facebook, mi ero creata delle aspettative molto alte, e per tutto il corso della lettura sono stata attanagliata dal terrore che venissero prontamente deluse, così come successo per gli ultimi due romanzi letti. 
Ho concluso la lettura alcuni giorni fa. Ciò che mi ha lasciato dentro questo libro è qualcosa di indescrivibile, come raramente mi è capitato in passato. 
Questa è la mia recensione.

"La Terra come la conosciamo è cambiata, è cambiato il suo aspetto e la sua popolazione: a Nuova Eyropa, oltre alla razza Umana, vivono la Razza dei Lupi Grigi e la Razza delle Tigri Bianche, uomini in grado di trasformarsi nei rispettivi animali e in conflitto tra loro da più di cento anni.
Shayl'n Til Lech, cresciuta come un'Umana in un orfanotrofio, impara a conoscere la povertà, a combattere con i pugnali e a odiare e temere i Lupi, le Tigri e la loro guerra. Gli occhi di Shayl'n hanno una strana colorazione, che lei crederà sia solo un brutto scherzo del destino, fino a quando non verrà rapita da un gruppo di Tigri Bianche. Con loro dovrà affrontare la sua natura di Mezzosangue, la sua eredità nascosta per anni, il potere del suo sangue e della sua mente, la disperazione della morte, le ragioni della guerra e le mille sfaccettature dell'amore.
Attraverso territori ammantati di neve, deserti sabbiosi, città vecchie e nuove, dovrà lottare per se stessa e per le persone che ama con ogni mezzo: pugnali, pistole, artigli, seduzione e sentimenti."

Queste sono la copertina e la trama. Una trama che scritta così vale già l'intero libro.
Il romanzo è scritto in prima persona; è Shayl'n che ci racconta la sua storia: attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri veniamo catapultati in un tempo non meglio definito, alcune centinaia di anni dopo il 2012 e il terribile Terremoto che aveva dato il via a una lunga serie di sconvolgimenti climatici e geografici. Da lei apprendiamo velocemente la situazione politica e geologica del pianeta. In seguito infatti ai vari cataclismi, i continenti non sono più quelli che noi tutti conosciamo, sono cambiati i punti di riferimento, i nomi e le posizioni delle antiche città. E' cambiato il clima e sono cambiate anche le persone. Troviamo infatti nuove razze: quella Umana, l'originale sopravvissuta ai cambiamenti, quella delle Tigri Bianche e quella dei Lupi Grigi. 
Queste due sono state create dall'uomo appositamente per essere più resistenti e sopravvivere a lungo. Mischiando il DNA umano con quelle dei lupi e delle maestose tigri bianche, la mente perversa dell'uomo ha creato due esseri mutaforma, sia Umani che animali, resistenti e agili, capaci di assumere le sembianze dei rispettivi animali da cui prendono il nome. Ma nel crearli l'uomo non aveva considerato un piccolo particolare: la loro diversità genererà presto diffidenza, odio e infine una guerra, che si protrarrà a lungo nelle terre di Nuova Eyropa (quella che una volta veniva chiamata solo Europa).
Shayl'n vive lontano dai territori di queste due razze: cresce in un orfanotrofio al limitare della città di Roma, dove conosce solo la povertà e la libertà del suo essere prima bambina e poi ragazza. Solo il colore dei suoi occhi le rammenta ogni giorno che c'è qualcosa di diverso in lei: infatti, a differenza di tutti gli Umani che hanno gli occhi scuri, i suoi sono verdi con un cerchio nero intorno all'iride. Un bello scherzo della natura, pensa spesso, desiderando con tutta se stessa di averli come gli altri. 
Quando, durante una tranquilla gita a Roma, viene rapita assieme ad altri bambini da un gruppo di Tigri Bianche, la sua vita cambia radicalmente. Contro la sua volontà, e ricattata in continuazione, viene condotta nelle gelide e innevate terre del nord, nei territori delle Tigri, dove scopre con grande amarezza la realtà della sua natura e il perché di quegli occhi così particolari. Lotterà davvero, come scritto nella quarta di copertina, con i pugnali, con gli artigli e aggiungerei anche coi denti per non perdere se stessa e quei bambini a lei tanto cari, per rimanere integra nel fisico e per non farsi coinvolgere in una guerra che non ha mai desiderato.
Durante la battaglia per la sua sopravvivenza nascerà anche l'amore, e allora si renderà conto che l'unica cosa per cui vale la pena lottare è quel fragile sentimento. 

Da quando io stessa ho esordito nel mondo dell'editoria ho letto molti libri di esordienti italiani, tutti pubblicati da varie piccole CE e quindi con un supporto di editing, correzione, pubblicità alle spalle. Alcuni di essi li ho apprezzati molto, altri meno, ma tutti comunque mi hanno fatto capire che ci sono dei veri e propri talenti nascosti, sommersi dalla marea di schifezze che le nostre care medie e grandi CE continuano a pubblicare. 
Ma mai, e dico MAI, avevo letto un libro simile! Suppongo che dietro ci sia un lavoro di editing e correzione mica male (qualcosa trapela nella pagina dei ringraziamenti), ma il TALENTO, quello vero, quello da scrivere tutto maiuscolo e con il grassetto, quello si nota da ogni singola parola, riga, paragrafo e capitolo. Dall'intero libro! Dilhani sa scrivere, lo fa bene e con passione. Non lascia mai nulla al caso, ogni frase è voluta, anche se a volte si tende a pensare il contrario. Beh, certo non mancano gli errori, ovvio, ma passano in ultimo piano quando si ha davanti una storia forte, piena di azione e mai prevedibile o piatta.
Dall'inizio, quando attraverso gli occhi della protagonista conosciamo la sua storia, fino alla fine è un continuo avvicendarsi di azione, di momenti piacevoli e di episodi talmente intricati da ritrovarsi spesso a chiedersi come Shayl'n ne sarebbe uscita. Ed è questa magnifica capacità descrittiva che tiene incollato il lettore attraverso le oltre 500 pagine che compongono il libro, che non lo annoia mai e, al contrario, lo fa fremere di curiosità.
Ambienti e personaggi sono così vivi da emergere letteralmente dalle pagine. Le ambientazioni non sono particolarmente minuziose ma l'autrice riesce comunque a dare quei tratti essenziali per farci capire dove ci troviamo: sentiamo il calore del sole quando Shay si trova a Roma, oppure percepiamo il gelido vento del nord e la neve sulla pelle durante le sanguinose battaglie contro i Lupi Grigi. E ancora, vediamo lo sfarzo dei palazzi in cui la nostra protagonista si ritrova a vivere quando scopre la sua vera natura. Tutto è ben visibile intorno a noi, come se ci trovassimo lì con lei.
I personaggi sono forse la caratteristica migliore di tutto il romanzo. Shay è talmente imperfetta da risultare reale e credibile, e quindi perfetta nell'insieme. Non è la classica eroina che prende sempre la decisione migliore, è una ragazza che di punto in bianco si ritrova in una terra a lei sconosciuta, con persone che ha sempre odiato, invischiata e usata per una guerra che lei non riconosce come propria. E si ritrova innamorata, come non avrebbe mai pensato potesse succedere. Per questo la maggior parte delle sue decisioni sono sbagliate e i suoi comportamenti eccessivi, esasperanti! Sfido chiunque a trovarsi in una situazione come la sua e a non fare scelte errate... Lei le fa, se ne pente, ne paga le conseguenze sulla sua pelle e cerca un modo per rimediare. Ma non sempre ci riesce.
Dahal è il co-protagonista, la Tigre Bianca che rapisce Shay e la prende sotto la sua tutela, il Capo Branco nonché figlio adottivo del Re delle Tigri Bianche. E' di lui che Shay s'innamora follemente. Il loro amore e il legame che si forma nel corso del libro è il perno intorno al quale i due si muovono, l'unico motivo per cui vanno avanti in una guerra che pare non voler trovare fine. Il PDV unico su Shay ci priva dell'introspezione di questo personaggio, che comunque appare vivo esattamente come la protagonista principale.
Interessanti e bel caratterizzati anche tutti gli altri personaggi che ruotano intorno ai due. In particolare ho amato molto le figure dei Re delle due razze, entrambi folli a tal punto da mandare avanti una guerra per il solo gusto di voler prevaricare sull'altra razza, ma allo stesso tempo muniti di una personale logica che quasi ti spiazza e ti fa credere che forse forse non hanno tutti i torti... Anche se ce li hanno eccome!
Lo stile è preciso e semplice, di ottimo impatto e di facile comprensione. La lettura scivola via veloce e piacevole e quando meno te ne accorgi sei già a metà libro. Quindi, anche se la mole del romanzo è notevole, non ci si deve spaventare, verrete risucchiati dalla storia e nemmeno vi accorgerete delle pagine che scorreranno sotto i vostri occhi. Anzi, quando sarete quasi alla fine il vostro più grande desiderio sarà quello di non finirlo mai.
Interessante è anche la scelta del PDV in prima persona. La protagonista non si limita solo a farci vedere ciò che accade attraverso i suoi occhi e le sue sensazioni, come spesso avviene nei romanzi di questo tipo, ma va oltre. Lei NARRA quello che le è accaduto, come se fosse lì accanto a noi a raccontarci una favola accaduta anni prima. Il che crea una certa intimità tra il lettore e la protagonista.
Ora voi direte: ma è tutto così perfetto? Nemmeno un lato negativo? In realtà ci sono alcuni dettagli che mi hanno convinta meno, ma per fortuna vengono nascosti dalle qualità alte di tutto il resto del romanzo. 
Innanzitutto, la scelta dell'autrice di chiamare il co-protagonista con entrambi i suoi nomi per tutta la prima metà del libro. Difatti il nostro amato Capo Branco si chiama Ahilan Dahaljer, il primo nome è quello conosciuto e usato da tutti mentre il secondo è quello più intimo. Troviamo così frasi in cui a distanza di una riga dall'altra i due nomi si alternano, a volte anche in maniera fastidiosa. All'inizio la cosa genera confusione nel lettore, in quanto non ha ancora familiarizzato del tutto con i nomi, ma poi, sentita anche la spiegazione della stessa autrice, si passa oltre e già dalla metà del romanzo ci si accorge che Shay chiama il suo amato col nome più intimo, ovvero Dahal.
Il secondo punto "negativo", anche se non è proprio una cosa così brutta, lo ritroviamo a metà romanzo, in un punto che non posso descrivere senza fare spoiler (cosa che non voglio assolutamente fare), diciamo nella parte "sabbiosa", l'autrice capirà... Credo ci si sia soffermati un po' troppo sull'introspezione e sulle attività svolte dalla protagonista in quel momento di stallo. Non in maniera fastidiosa, questo pezzo così tranquillo spezza in due il ritmo incalzante e veloce che troviamo invece all'inizio e alla fine. Probabilmente la cosa è voluta, ma ci tenevo a far presente il mio punto di vista in merito.

Che dire infine: un OTTIMO romanzo, che meriterebbe di essere conosciuto da più persone. Ottimo  stile, ottimi i personaggi, ottime le descrizioni e ottima l'idea generale della storia. Dilhani ha portato finalmente quel vento di novità che manca nell'editoria italiana. Sono molto felice di aver avuto la possibilità di leggere questo suo piccolo capolavoro. 
In attesa di ricevere il proseguo della storia, ho il piacere di ospitare nel mio blog l'autrice, alla quale ho posto qualche piccola domandina riguardante il libro.

Ciao Dilhani, benvenuta nel mio blog! E' la prima volta che mi capita di ospitare un autore e sono molto contenta che tu sia la prima, perché col tuo libro hai saputo donarmi splendide ore di lettura. Era da molto che non mi succedeva! E per questo ti sarò sempre riconoscente. 
Avrei mille domande da farti, ma mi limiterò a togliermi qualche piccola curiosità essenziale. Innanzitutto, da dove è nata l'idea per questa storia? 
L'idea di partenza è venuta fuori da un sogno nel quale c'era un'improbabile Shay, che veniva rapita da Roma, per ritrovarsi in una grotta e poi coinvolta in una guerra tra diverse Razze, guerra che nel sogno non c'è. Tutto ciò si è sposato a perfezione con un viaggio fatto nello Sri Lanka, che mi ha regalato altri dettagli - la guerra, l'orfanotrofio, i bambini soldato. Un documentario sul 2012 mi ha dato l'idea del dove, come e quando.

Un sogno dunque. Molto interessante! E quanto tempo hai impiegato per scriverlo?
Ci ho messo due mesi e mezzo, ma il sogno era di un anno prima e l'idea in realtà è maturata nel tempo. Poi mi sono messa a scrivere - perché, tanto per cambiare, era un momento particolarmente no - e non mi sono più fermata: era una droga! Quanto alle correzioni… lo correggo ancora oggi!

A differenza della maggior parte degli autori, che esordiscono con piccole, a volte piccolissime case editrici, tu hai scelto la "via", se così si può definire, dell'autopubblicazione. Come mai questa scelta?
Perché ho accumulato rifiuti e complimenti nello stesso tempo e anche dalle stesse persone che me lo rifiutavano. Ho visto che piaceva e ho pensato di farmi conoscere in questo modo. L'autopubblicazione, per me, non è un fine, è un mezzo, ma non so dove porterà.

Sì, sono d'accordo con te su questo punto. Molti considerano l'autopubblicazione un modo facile per finire sul mercato, e invece molte volte è il metodo migliore per farsi conoscere senza esporsi troppo e senza dover avere a che fare con editori truffaldini...
Tornando al libro, di quanti romanzi è composta la storia?
Due libri: il seguito è "Nuova Vita. La speranza dell'erede", un libro molto duro, che spero sia compreso per l'amore (nelle sue diverse forme) che volevo trasmettere. 

Wow, allora l'attesa per ricevere il proseguo cresce! Non vedo l'ora di sapere come andrà a finire!
Un'ultima curiosità: progetti futuri? 
Essere pubblicata, of course! E continuare a scrivere, se non per pubblicare, per me. Comunque sto scrivendo due romanzi, un fantasy e un urban fantasy, e sto meditando se rendere cartaceo un racconto ora scaricabile gratuitamente in pdf, "Le Figlie di Annake. Black Light".

Io penso che alla fine la cosa più importante sia scrivere per se stessi, perché è una passione prima di tutto. Quindi, non smettere mai! Io di certo  continuerò a seguire tutti i tuoi lavori. Ti terrò d'occhio ;-)
Grazie per avermi concesso questa mini intervista!

Maggiori info sul romanzo di Dilhani, sull'autrice stessa e su tutti gli altri progetti li potete trovare sul suo sito ufficiale.  



PROMOZIONE DI HALLOWEEN

In occasione della festività di Halloween, a partire da sabato 20 fino a martedì 30 ottobre potete acquistare il mio romanzo storico "I DEMONI DI MEZZANOTTE" ad un prezzo favoloso!

Solo per gli ordini pervenuti attraverso il sito dell'editore, e limitatamente alla decade che precede Halloween, verranno applicati i seguenti prezzi:

- CARTACEO € 5,00 anziché € 17,90
- EBOOK € 2,00 anziché € 3,00

Un'occasione da non perdere!!!


FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO A MILANO

Il mese di Ottobre sarà molto importante per la città di Milano e per tutti i lettori della zona. Dal 26 al 29 ottobre si svolgerà infatti "Milano Books Fair - Fiera Internazionale del Libro", un'importante occasione per girovagare tra i libri, curiosare le novità e, per gli scrittori come me, osservare da vicino il lavoro degli Editori.


Sito ufficiale per tutte le info: http://www.milanobookfair.com/


E' una vita che non giro più una fiera di questo genere, sono due anni che manco a quella di Torino, vuoi per mancanza di tempo/soldi e vuoi anche per mancanza di "motivi validi", e a qualsiasi altra fiera o manifestazione libraria. Vivendo nell'hinterland milanese mi sembra doveroso non mancare a questa, anche perché il paese ospite della manifestazione sarà l'Argentina, mia terra natale :)

Ci tengo a precisare che non sarò lì in veste di scrittrice col proprio testo, farò la semplice curiosa, ma se per caso ci farete un giro e vorrete approfittare per conoscermi, beh... ne sarò più che felice!!

SI RITORNA A LEGGERE ITALIANO!


Torno a scrivere su questo blog per segnalarvi un altro libro pubblicato da una grande CE che merita interesse solo per il fatto che è scritto, a mio parere e secondo i miei gusti, da cani. Anzi, essendo io amante degli animali e non volendo loro mancare di rispetto, direi che è scritto coi piedi.
Il libro in questione è "Reckless" scritto dall'autrice Cornelia Funke (qui tutte le info su questa scrittrice tedesca), che ho finito proprio ieri e al quale ho dato due stelle su Anobii. Ecco il mio commento sul romanzo.

Molto spesso mi chiedo quali siano i reali criteri di valutazione che hanno le case editrici quando decidono di pubblicare un romanzo, che sia esso italiano o preso all'estero. Probabilmente, nel caso dei romanzi esteri, guardano solo il fatto che in altri paesi vendono molto, quindi acquistano i diritti, curano la traduzione e buttano il prodotto sul mercato, con la speranza che il pesce fesso italiano abbocchi. E la cosa tragica è che questo accade. 
Da scrittrice sono indignata quando mi capitano sotto mano libri pubblicati da grandi CE, con grande pubblicità, presenti ovunque in milioni di formati ecc. ecc., che quando li vai a leggere la prima cosa che ti chiedi è "Ma che roba è questa?". Domanda che mi sono posta più volte durante la lettura, per fortuna veloce, di questo romanzo.
Dalle prima pagine abbiamo a che fare con quelli che diventeranno i protagonisti della storia: Jacob, che seguendo le orme di suo padre ha scoperto uno specchio magico che porta in un mondo parallelo; Will, suo fratello che un giorno (e non si capisce come dato che la scena non è mostrata ma solo raccontata dal protagonista) segue Jacob per poi essere ferito dai Goyl; Clara, la fidanzata di Will che, idem come il ragazzo, lo segue attraverso lo specchio; e infine Volpe, una ragazza umana che grazie a una pelliccia magica muta forma e diventa, appunto, una volpe.
La situazione è subito chiara: Will è stato ferito dai Goyl e, a causa di un incantesimo lanciato dalla Fata Oscura sugli stessi soldati Goyl, la sua pelle si sta velocemente tramutando in pietra. Ma non una pietra qualsiasi, bensì preziosa giada. La Fata infatti ha visto nel futuro che un giorno sarebbe apparso un Goyl di giada che avrebbe reso suo marito, e Re dei Goyl, invincibile. Così appena ne avverte la presenza invia subito le truppe a cercarlo.
Jacob non riesce a perdonarsi per la situazione creatasi e cerca in tutti i modi una soluzione per salvare suo fratello da quella terribile trasformazione, stando però attendo alle truppe Goyl che a loro volta lo cercano.
Questa è la trama portante di tutto il libro. Interessante direi: la storia dei Goyl è curiosa e innovativa, la loro pelle è fatta di pietra dai colori più sgargianti e diversi (grazie all'autrice ho scoperto nomi di minerali che mai avrei immaginato, anche se ovviamente per capire di che colore si trattasse ho dovuto andare su internet a fare ricerche, il che a un certo punto mi ha seccata). Poi ci sono questi accenni marcati sparsi per tutto il libro sulle fiabe note: troviamo la casetta di marzapane delle streghe mangiabambini, troviamo la bella addormentata, la storia di biancaneve e della scarpetta di Cenerentola. Insomma, un bel minestrone ricco di elementi per farne un romanzo intrigante.
Peccato che lo stile usato dall'autrice rovini tutto. I personaggi non vengono caratterizzati nemmeno un po', né esteticamente - Jacob ad esempio io me lo immagino sui trent'anni coi capelli lunghi ma non ho la più pallida idea di come sia dato che non viene mai descritto, così come Clara e Will (di lui vengono accennati solo i pezzi di pelle che stanno diventando di pietra) - né psicologicamente. Non c'è introspezione, non c'è carattere in quei tre, nulla che li faccia apparire vivi. Anzi sono esattamente l'opposto dei vivi. Clara soprattutto, sin dall'inizio mi pare falsa in quanto si ritrova in un mondo allucinante, pericoloso e pieno di cose strane e non si fa mai domande, non ha quasi mai paura e non si chiede in che diavolo di posto è finita (io come minimo me lo sarei chiesta). E resta falsa e insipida fino alla fine. Buona invece la figura di Volpe, e degli antagonisti, gli unici ad avere un po' di carattere.
A causa della leggerezza con cui i personaggi si muovono nella storia, non sono riuscita ad entrare nel libro e a immedesimarmi in loro. Non sono reali, nemmeno un po'. Inoltre non ho sopportato questo modo che ha l'autrice di "raccontare" ciò che succede anziché "mostrarlo" attraverso le azioni e i fatti. Se c'è una cosa che ho imparato in anni di pratica di scrittura è che non bisogna MAI DIRE cosa succede (salvo che siano cose non importanti per la storia) ma SEMPRE MOSTRARE quello che succede. In questo modo la nostra immaginazione riesce a legarsi alla storia e a farne parte. Raccontando semplicemente che Will è stato ferito e che per questo si sta trasformando non mi aiuta a capire né quello che veramente è successo né a mettermi nei suoi panni e nutrire nei suoi confronti l'urgenza di salvarlo. Perché quindi non farmi vedere attraverso le scene quello che è successo? La battaglia contro i Goyl, la sua pelle ferita ecc... Ok, ci avrebbe speso qualche paginetta in più ma avrebbe avuto molto di guadagnato.

Leggendo, sempre su Anobii, i commenti degli altri utenti noto che si tratta di un libro scritto per un pubblico giovane, suppongo per una fascia d'età compresa tra gli 11 e i 14 anni, il che spiegherebbe la semplicità e la linearità di trama, personaggi e ambientazioni. Forse in effetti se lo avessi letto quando ero alle medie sarebbe stato molto diverso e lo avrei apprezzato di più. Ma ciò non toglie che a mio avviso l'autrice avrebbe dovuto soffermarsi un po' di più almeno sulle descrizioni fisiche dei personaggi! Non dico sui loro caratteri, ma quanto meno avere un'idea di come sono fatti. Per fortuna la nostra immaginazione riesce a colmare le lacune lasciate da molti scrittori...

Dopo Dorotea de Spirito e il suo terribile "Angel" (e io che continuo a farle pubblicità...), sono rimasta scottata di nuovo da un libro che, essendo pubblicato da un grande marchio editoriale, dovrebbe garantire un minimo di qualità. Per questo motivo ritornerò da subito a leggere opere minori, libri di esordienti, i quali a questo punto meritano di più la mia attenzione. Ho in libreria ancora un paio di titoli famosi ma preferirei fare una pausa: ne ho le scatole piene di schifezze commerciali.
Ho così iniziato stamattina questo romanzo:


Si tratta di un libro parecchio corposo e, attenzione, autoprodotto! Passiamo quindi da ciofeche editoriali a un libro scritto, prodotto, corretto e pubblicato tutto a spese della stessa autrice. Il che ne aumenta il valore. Per ora ho letto solo una ventina di pagine, quindi è presto per darne un parere, ma se sono vere le recensioni che circolano in rete e tutti i commenti delle lettrici che ho visto... beh, nutro alte aspettative e spero non vengano deluse!




LIBRI D'ESTATE

Durante queste ferie sono riuscita a leggere alcuni dei libri che giacevano da tempo nella mia libreria. Dopo aver finito "Il sigillo del Vento" di Uberto Ceretoli (che presto recensirò), ho messo da parte la letteratura italiana esordiente/emergente per dedicarmi ai libri editi dalle grandi CE. Per intenderci, quei libri che si trovano in ogni libreria e che sono quindi alla portata di tutti. Libri che, per questo motivo, non hanno bisogno di alcuna pubblicità ma dei quali vorrei lo stesso parlare, se non altro perché sono questi libri che aiutano uno scrittore esordiente a capire come si scrive e soprattutto cosa scrivere.
Mi sono così ritrovata a passare piacevoli ore in compagnia di Giorgio Faletti (non dubitavo) e del suo italianissimo "Appunti di un venditore di donne", per poi tornare a masticare fantasy con Dorotea De Spirito e il suo urban fantasy "Angel". Nel frattempo ho aperto una parentesi filosofica con Margherita Hack, e il suo piccolo volume "Perché sono vegetariana" (già, lo sono) e ora sono alle prese con Maggie Stiefvater e il secondo romanzo della trilogia sugli uomini-lupo (sarebbe troppo chiamarli lupi mannari o licantropi), "Deeper".
Ecco le mie recensioni:


Avevo avuto modo di leggere, tempo fa, i primi due romanzi di questo autore, che dopotutto autore non è. "Io uccido" è un capolavoro dall'inizio alla fine, mentre "Niente di vero tranne gli occhi" l'ho trovato un po' una ripetizione del primo, quindi mi aveva entusiasmato meno.
Questo libro è molto diverso dai precedenti che ho letto. Si tratta sempre di un thriller ma trama e stile sono tutta un'altra cosa. Scritto con un ottimo presente e in prima persona (che già solo a pensarci mi viene la pelle d'oca data la complessità) ci caliamo nel mondo di quest'uomo, chiamato Bravo, e del suo lavoro principale: procurare donne e divertimenti a ogni ricco cliente d'Italia. 
Grazie al suo minuzioso punto di vista, al suo carattere deciso e fermo, alla sua spiccata ironia e alla maestria dell'autore, percorriamo con lui le strade della Milano di fine anni 70, quando la politica e il paese erano stati scossi dal sequestro di Aldo Moro. Conosciamo personaggi di spicco della malavita e ci immergiamo nella vita notturna di una città dalle mille facce. Viviamo in prima persona una storia ricca di colpi di scena e di suspance, con un intreccio di fatti e storie che portano a un finale imprevedibile.
Un esordiente dovrebbe leggere almeno uno dei romanzi di questo autore, magari proprio questo, dato che non è impegnativo in termini di lunghezza rispetto ai precedenti. Capirebbe così come sviluppare una trama complicata rendendola così semplice da restare a bocca aperta e da desiderare che il libro non finisca mai!

Ho cominciato a leggere questo libro carica di aspettative, primo perché lo aveva letto una mia amica, dai giudizi molto severi, a cui era piaciuto, secondo perché era il primo romanzo paranormal-romance sugli angeli che leggevo.
Che dire. E' stato scritto da una sedicenne italiana, ambientato a Viterbo, città natale dell'autrice, e romantico. TROPPO romantico.
In perfetta linea con tutti i libri di questo genere, a partire dalla saga degli pseudo-vampiri di Twilight, è scritto in prima persona. La protagonista, anche lei (casualmente) sedicenne, è un angelo con una particolarità: non ha le ali. Il perché non ci è dato saperlo in quanto l'autrice  accenna questo suo "difetto" all'inizio del libro e poi se ne dimentica per dedicarsi all'amore difficile, impossibile e tormentato per un demone bello, affascinante, innamoratissimo di lei già dal primo sguardo, dal passato misterioso ecc. ecc.
I soliti cliché insomma.
La trama si snoda intorno ai due protagonisti innamoratissimi: lui vuole stare con lei in ogni momento, pur sapendo che è un angelo e rappresenta per lui un potenziale nemico. Lei, alla quale per fortuna è dato avere un po' di cervello, è timorosa, spaventata, e in ogni attimo la coglie una terribile paura per il pericolo che quel ragazzo potrebbe rappresentare per la comunità di angeli che vive in città (anche qui, chissà perché proprio a Viterbo, l'autrice non lo spiega), aggravata dalla morte di una sua cara amica, anche lei angelo, da parte di un demone. Quando lui riesce a farle capire che non ha nulla da temere e che non è stato lui a ucciderla, finalmente decide che vale la pena vivere quell'amore nonostante le loro differenze. 
Tutto ciò è quanto viene raccontato fino al penultimo capitolo. Mi sembrava di leggere il diario di una sedicenne alle prese con la sua prima esperienza amorosa, non un romanzo pubblicato da una grande CE (Mondadori, tsé)!!! Poi sorpresa!! D'un tratto un po' d'azione!! Nel penultimo capitolo finalmente si svela chi è il demone che aveva ucciso l'angelo all'inizio del libro. Nel senso che appare nella storia, non che ci viene spiegato chi è, anche se dai discorsi tra i due demoni (antagonista e protagonista) qualcosa di intuisce. Ecco quindi che i due lottano tra loro, e lottano come veri demoni!
Questa è tutta l'azione del romanzo, rilegata in un capitolo e in poche righe. Null'altro da aggiungere a questo mediocre e scontato romanzo.
Un esordiente POTREBBE leggerlo giusto per evitare di fare gli stessi errori, di scrivere la stessa trama con leggere varianti ed evitare così di diventare un'ulteriore copia nella massa.


E infine parliamo di "Deeper", secondo volume della trilogia sui lupi di Mercy Falls, scritta da Maggie Stiefvater. Dato che lo sto leggendo da qualche giorno vi parlerò brevemente del primo libro: "Shiver".
Anche qui troviamo una storia d'amore difficile e travagliata, scritta in prima persona dai due protagonisti. Grace, adolescente, sin da piccola passa ogni attimo libero sulla sua veranda ad osservare il bosco e i lupi che ci abitano. E' attratta da loro e in particolare da uno di loro: un grosso lupo dagli occhi gialli. Quando, un giorno di inizio primavera, vedrà letteralmente piombare in casa sua un misterioso ragazzo dagli occhi gialli, la sua vita cambierà radicalmente.
Scoprirà il suo segreto e imparerà a convivere con la paura che l'inverno le porti via quell'amore impossibile e forte, come mai aveva provato prima.
Sam, il lupo, ci racconterà dal suo punto di vista della sua vita, del suo passato, di cosa succede quando si diventa lupi.
Il libro, nonostante i cliché dovuti alla scelta del tema, è intenso, corposo, strutturato in maniera egregia e scritto in maniera altrettanto efficace. La storia non è piatta, anche se ci si sofferma spesso sull'interiorità dei personaggi e sul loro amore. E' piena di eventi, di pericoli, di dubbi e misteri che poco a poco trovano il loro posto e si svelano alla fine. Si fa leggere, ed è una lettura piacevole.
"Deeper" inizia sulla stessa lunghezza d'onda e riprendendo esattamente da dove eravamo rimasti. Non cambia lo stile, l'autrice usa sempre un PDV in prima persona, solo che stavolta ci sono più personaggi, alcuni dei quali già conosciuti nel primo romanzo ma mai approfonditi, visto che l'autrice si era soffermata solo sui due protagonisti. E questo lo rende interessante perché possiamo così conoscerli da dentro, direttamente attraverso il loro pensieri.
Se vi piace il genere, romantico ma con la giusta proporzione tra baci/carezze-azione/suspance, leggetelo! Così si scrivono determinati romanzi, mescolando bene i temi comuni con quel pizzico di originalità e maestria che possono renderlo diverso dagli altri.

RIENTRO - QUASI - ALLA NORMALITA'

E' passato un bel po' di tempo dal mio ultimo post. Purtroppo negli ultimi tre mesi il mio lavoro (commercialista) ha rubato tutte le energie e il tempo che volevo dedicare a questo blog, lasciandomi alla sera distrutta e senza alcuna voglia di rimettermi al computer dopo le oltre 8 ore diurne passate davanti a monitor. Sono stata costretta quindi a interrompere tutte le mie attività: la rubrica de "LE SETTIMANE ESORDIENTI", la lettura, la scrittura, le recensioni. Tutto. 
Non sono successe grandi cose nel frattempo, quindi per fortuna ho poco da recuperare!

Nell'ultimo post vi avevo parlato dei due articoli usciti sui quotidiani locali, riguardanti me e i miei scritti. Sono riuscita a farne scansione, eccoli qui!


Ecco, inoltre, i commenti e le recensioni ricevute dai lettori finora!

Breve commento di Fabio Cassanelli

La prima cosa che ho pensato leggendo queste pagine è che la scrittura è molto fluida e molto chiara, la storia è comprensibile molto facilmente e gli ambienti (anche se non me ne intendo molto) sono stati ricreati molto bene, e scrivere di un epoca che non si è vissuta non è mai facile... [...]
Non voglio dire molto altro perché non sono assolutamente nella posizione di poter dare un tono, ma ci tengo a sottolineare una piccola cosa. Mi sono piaciuti molto alcuni piccoli espedienti (che adesso non ricordo e che ho notato solo mentre leggevo,ritrovarli sarebbe molto lungo) che hai utilizzato per descrivere determinate cose. Mi spiego meglio.. Insomma, mi sono rivisto i momenti in cui scrivo e mi viene in mente un particolare da aggiungere, allora trovo un modo per attaccarmi alla frase precedente o alla situazione e completo l'opera. Soprattutto all'inizio del libro mi sembra che tu abbia usato questo metodo più di una volta. [...]
Nel complesso lo trovo interessante, Amelia mi ricorda molto le donne di una volta (brava, immagino fosse questa l'idea che volevi dare di lei), Agata mi sembra un po' ingenua in alcuni momenti e sveglia in altri, devo inquadrarla meglio, Giacomo invece mi sta molto sulle scatole, e immagino che anche in questo caso sia voluto che risulti molto antipatico [...]

Recensione tratta da Anobii (prima e unica al momento negativa, e per questo molto interessante)
Mah... questo romanzo mi ha fatto davvero penare, ci ho messo un'eternità a terminarlo e solo perché sono una cocciuta che ad un certo punto mi ero fermata e sono stata più volte tentata di lasciarlo a metà.
Bisogna stare attenti a certi paragoni perché poi la gente si crea delle aspettative e in questo caso ahimè sono state deluse.
Il problema fondamentale è che la storia non c'è, o meglio non c'è sufficientemente storia a giustificare 600 pagine.
Si rileva un'approfondita ricerca storica e indubbiamente uno dei doni dell'autrice è la capacità descrittiva, ma quando ti soffermi a descrivere ogni minimo dettaglio e la trama non parte mai diventa una rogna terribile come un callo su cui non vuoi camminarci per paura di farti male.
Insomma prima che si entra nel clou ci vogliono ben 364 pagine e arrivarci sono dolori... Quando poi ci arrivi scorre abbastanza ma alla fine ti rimane quel senso di appetito come a dire "beh solo dei grissini, e il mio pranzo?".
Facendo delle ricerche sull'autrice però vengo a scoprire che nasce dal fantasy e che questo romanzo è stata una scommessa col suo editore che l'ha spronata a cimentarsi in tutt'altro genere. In tal senso faccio un plauso alla R.E.I. Edizioni che non ha ceduto al recente mal costume di pubblicare qualsiasi porcheria-fantasy pur di battere cassa. Ma in tutta sincerità a me questo romanzo non è piaciuto. Magari la prossima andrà meglio.

Recensione di Martino Vecchi, autore del romanzo fantasy "L'emblema del drago, Edizioni Artestampa"
Volevo farti sapere che ho finito I Demoni di Mezzanotte e che mi è piaciuto davvero molto! Confesso che all'inizio l'andamento tranquillo degli eventi mi aveva dato l'impressione che la trama si rivelasse piuttosto semplice e lineare, ma mi sono decisamente ricreduto quando la situazione è precipitata catapultandomi in pieno in un'atmosfera davvero cupa e inquietante! Sei davvero riuscita a rendere il panico e la situazione di psicosi collettiva legata alla caccia alle streghe, oltre alla situazione disperata e senza via di fuga di queste povere donne divenute di colpo capro espiatorio per i mali della comunità. Complimenti davvero quindi [...]

Commento, in due parti, di Isa, un'amica
1- Ciao Romina, sto finalmente leggendo il tuo libro che mi ha coinvolto totalmente. Sono arrivata a metà e faccio fatica ad interrompere la lettura anche per andare a mangiare o fare qualsiasi altra cosa... spero di arrivare al termine ancora viva perché ogni pagina mi scatena una serie di emozioni pazzesche!
2- Ciao, ho terminato la lettura del tuo romanzo. Che dire, la storia che hai raccontato mi ha coinvolto moltissimo, ho provato un turbinio di emozioni e alle ultimissime pagine ho avuto un momento di commozione. Ho riassaporato il piacere immenso della lettura e per questo ti ringrazio. Inoltre ti faccio i complimenti per la tua scrittura semplice e scorrevole che rende la lettura piacevolissima [...]

Recenzione di Silvia Albini (da Anobii)
Cominciamo premettendo che non scrivo un qualcosa di anche vagamente simile a una recensione dai tempi dei temi delle medie quindi chiedo scusa in anticipo, comunque il mio intento è solo di esprimere le miei opinioni su questo splendido romanzo [...]
Dunque che dire… dopo aver adorato “i quattro i re” ( e aspetto sempre il seguito :P)devo dire che ho adorato anche questo romanzo seppur di tutt'altro genere, ma quando una scrittrice è brava può scrivere di tutto e io trovo che Romina sia bravissima! 
Purtroppo causa lavoro non ho potuto dedicare al romanzo il tempo che avrei voluto e a volte mentre ero a lavoro, per l'appunto spesso mi trovavo a pensare a cosa sarebbe successo (che tortura!!) ma finalmente ieri l'ho finito! Tutto d'un fiato perché si arriva a certo punto dove non si può, non si riesce più a staccarsi, la storia ti prende ti travolge totalmente fino alla fine. 
Già dall'inizio ti incuriosisce e come già detto poco fa alla volte mi trovavo a pensare a cosa sarebbe successo e non vedevo l'ora di riprenderlo tra le mani, e devo anche dire che pur trattando un tema piuttosto cruento della nostra storia il tutto è espresso senza essere volgare, cosa che ho apprezzato tantissimo per quanto possa sembrare stupido, c'è la crudeltà, il romanzo è tostissimo ma non è volgare. 
Altra nota positiva le descrizioni che aiutano a capire il periodo come erano quelle zone! La storia scorre, ci si innamora dei personaggi e si detestano i “cattivi” (sti stronzi! :P), è un romanzo che prende in tutti i sensi, c'era solo una cosa, un particolare riguardo i due protagonisti Agata e Giacomo che trovavo fin troppo ripetitivo ma alla fine ho capito che era tutto voluto.
In conclusione, un romanzo stupendo che consiglio a tutti, è da leggere!!! [...]Grazie Romi per questo secondo capolavoro!!!

Recensione di Alessandra Paoloni, autrice del romanzo fantasy "La stirpe di Agortos, Edizioni REI"
Parlare di un libro simile non è facile perché tocca in prima persona alcuni tasti di me e dell'ambiente in cui sono cresciuta. Il tema dell'Inquisizione e delle persecuzioni religiose è una delle pagine più nere che la storia ricordi, e che non avrebbe mai dovuto essere scritta. 
Io, educata in un ambiente cristiano, sono la prima a condannare quello scempio. E ci sarebbe molto da dire in proposito, ma non è per questo che sto scrivendo. Non appena mi è arrivato il libro de “I demoni di mezzanotte” mi sono chiesta quanto avrei impiegato a leggere la mole di quell'opera. Poi sfogliando le pagine mi sono accorta che la scrittrice, Romina Principato, usa la penna in maniera tanto abile e preparata che la lettura è defluita sotto i miei occhi più facilmente di quanto avessi immaginato. La sua capacità di descrivere sia gli ambienti che i personaggi è ammirevole, e non posso che chiedermi perché un'autrice meritevole come lei non provi a sfondare con le grandi CE. Gli strumenti ci sono tutti, il talento si riconosce a occhio nudo. 
Ma tornando al libro (ecco che stavo per divagare di nuovo..) consiglio vivamente la sua lettura non solo perché tratta un tema scottante e sul quale si deve ancora oggi riflettere, ma perché non si può fare a meno alla fine di innamorarsi dei personaggi della Principato che entrano quasi a far parte del vissuto quotidiano. Mi sono ritrova a chiedermi spesso che cosa avrebbero fatto Agata e Giacomo nei capitoli successivi, se la giustizia alla fine avrebbe vinto, e come sia stato possibile che certe cose siano accadute davvero.
Romina non lascia nulla al caso, tutto è ben documentato e interrogatori e torture di quella specie ahimè accadevano davvero. La crudeltà con la quale l'autrice ha descritto alcune scene è talmente reale da impressionare il lettore. Le vicende familiari dei protagonisti, la prepotenza dei potenti o di chi si crede al potere in nome di un'istituzione verso la quale anche io alle volte provo avversione, fanno da sfondo alla follia umana di un'epoca buia e incresciosa. E inutile dire quale è il personaggio che ho sentito più vicino, o meglio i personaggi: Frate Orazio e Frate Bruno. Il perché si spiega facilmente: come me sono divisi da ciò in cui credono e la scelleratezza di quegli uomini che abusano invece di un potere che non gli spetta. 
In questo romanzo non è tanto la Chiesa né Dio che mi hanno lasciato sgomenta, quanto quegli uomini che si avvalgono del diritto di decidere della vita altrui. Don Bernardino mi ha ricordato alla lontana Siderin uno dei personaggi del mio primo libro de La Stirpe di Agortos: superbo, per nulla magnanimo e spietatamente crudele.  Il male non è un'invenzione dell'uomo, il male esiste solo che a volte si annida dove dovrebbe invece brillare la luce.
Non ho trovato odio ostinato verso la Chiesa in questo libro, l'autrice ha saputo toccare argomenti difficili quali la religione, la fede e il dubbio senza mai attaccare o provocare una religione che nulla ha a che vedere con l'abuso che ne hanno fatto invece gli uomini nel corso dei secoli. I demoni esistono, si. E sono quegli esseri umani che si vantano di salvare le anime condannandole invece al supplizio. Dio in questo non c'entra. Frate Orazio agisce secondo i suoi insegnamenti rischiando la vita ma seguendo la coscienza fino alla fine. Come dovremmo fare tutti. 
Non vi dirò nulla sulle vicende dei protagonisti. E' bene che le scopriate da soli. Consiglio la lettura di questo libro e soprattutto, visti i temi trattati, di non strumentalizzarlo. Non si tratta di guerre di pensieri differenti qui, ma di riflettere sulle atrocità umane e su quanto l'uomo possa scendere in basso e diventare un carnefice dei suoi stessi simili.  Complimenti all'autrice, si merita la votazione piena!


MOMENTO DI STALLO

Ciao a tutti! 
Rieccomi dopo un breve periodo di assenza. Purtroppo il tempo a mia disposizione è sempre limitato, inoltre in queste settimane, e per i prossimi mesi, sarò molto presa con scadenze di lavoro e casini personali da risolvere. 
Approfittando di questi minuti di pausa, aggiorno il mio angolino personale. Sto finendo di leggere un interessante romanzo di un autore emergente, appena lo concludo riprendo con LE SETTIMANE ESORDIENTI, dato che ci sono davvero tanti autori di cui voglio parlare. 
Per quanto riguarda me, la novità principale è che il mio romanzo ha ricevuto uno spazio su due settimanali locali; nei prossimi giorni (appena riesco a farne scansione) vi posterò gli articoli, davvero molto interessanti. Sono inoltre in attesa di ricevere ulteriori commenti dai lettori e anche di riuscire ad organizzare alcune presentazioni nella mia zona. Piano piano si fa tutto... Ah, sto anche ultimando un breve booktrailer, devo giusto sistemare il pezzo finale che non mi convince molto. 
Per ora godetevi la copertina, lo so non è molto ma ricordate che potete sempre acquistarne una copia e godere anche del suo contenuto ;)

A presto!!